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28/05/12
21/05/12
14/05/12
La musica nella storia
La musica esiste da tempi molto antichi, sicuramente da prima ancora che ne rimanesse traccia storica. Non c'è stata civiltà che prima o poi non abbia sviluppato un proprio sistema musicale, o che non ne abbia adottato uno, seppure adattandolo alle sue necessità oppure ai suoi gusti
La parola musica deriva dalla parola greca moysa, "musa". L'idea occidentale di musica è quindi generalmente collegata alle muse, e in questo senso alludeva ad ogni scienza ed arte che risveglia l'idea di cosa perfetta, gradevole e ben ordinata.
La parola musica deriva dalla parola greca moysa, "musa". L'idea occidentale di musica è quindi generalmente collegata alle muse, e in questo senso alludeva ad ogni scienza ed arte che risveglia l'idea di cosa perfetta, gradevole e ben ordinata.
23/04/12
Geografia
L' Unione Europea


26/03/12
La musica nel Barocco
La musica nel Barocco si svolse e progredì nella sua struttura, con aspetti di differente
complessità rispetto alle arti figurative, tanto da poter chiaramente affermare che il fenomeno
del Barocco musicale si pone in maniera netta e differente rispetto alla pittura, alla scultura,
all'architettura, nonché alle lettere. Ciò per via del raggiungimento di maturità e compiutezza
del suo linguaggio a mezzo del temperamento equabile, raggiungibile sugli strumenti a
tastiera e che successivamente coinvolse i rimanenti. Tale progetto che musicisti e matematici
portarono a compimento nella seconda metà del secolo XVII, nei suoi risultati arrivò ad
intersecare con tale pregnanza le problematiche del gusto e dell'estetica del tempo e che
fino al secolo precedente si erano sviluppati, modellando una concezione artistica i cui risultati
oggi ritroviamo nella voce di Classicismo musicale. Nonostante tali consolidamenti che
portarono certezze e regole ben definite rispetto al passato, l'estetica barocca musicale del
primo Seicento ragiona su ciò che tale periodo ha voluto esprimere: la negazione stessa delle
regole e delle certezze, la loro asimmetria, il contraddire, lo stupefare, il meravigliare. L'età
barocca si caratterizza per una gran ricchezza di correnti e scuole; ha scopo di stupire e
meravigliare il pubblico, con un ampio sfruttamento dell'abbellimento. In tale periodo si svilup_
parono in Europa la musica strumentale (sonate, concerti, ecc.), e si consolidò quella
complessità rispetto alle arti figurative, tanto da poter chiaramente affermare che il fenomeno
del Barocco musicale si pone in maniera netta e differente rispetto alla pittura, alla scultura,
all'architettura, nonché alle lettere. Ciò per via del raggiungimento di maturità e compiutezza
del suo linguaggio a mezzo del temperamento equabile, raggiungibile sugli strumenti a
tastiera e che successivamente coinvolse i rimanenti. Tale progetto che musicisti e matematici
portarono a compimento nella seconda metà del secolo XVII, nei suoi risultati arrivò ad
intersecare con tale pregnanza le problematiche del gusto e dell'estetica del tempo e che
fino al secolo precedente si erano sviluppati, modellando una concezione artistica i cui risultati
oggi ritroviamo nella voce di Classicismo musicale. Nonostante tali consolidamenti che
portarono certezze e regole ben definite rispetto al passato, l'estetica barocca musicale del
primo Seicento ragiona su ciò che tale periodo ha voluto esprimere: la negazione stessa delle
regole e delle certezze, la loro asimmetria, il contraddire, lo stupefare, il meravigliare. L'età
barocca si caratterizza per una gran ricchezza di correnti e scuole; ha scopo di stupire e
meravigliare il pubblico, con un ampio sfruttamento dell'abbellimento. In tale periodo si svilup_
parono in Europa la musica strumentale (sonate, concerti, ecc.), e si consolidò quella
11/03/12
Dante Alighieri e la divina commedia
Divina, attribuito daBoccaccio, si ritrova solo a partire dalle edizioni a stampa
del
terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgarefiorentina. Composta
secondo i critici tra il 1304 e il 1321,
Dante, nonché una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale;
I grandi artisti
Mormorio della foresta
di
Wagner Siegfried
Mormorio della foresta
di
LISZT
museo multimediale della comunicazione di Bologna (museo Pelagalli)
il museo contiene oltre 1000oggetti che mostrano come nel tempo si sia modificata la creazione dei mezzi di diffusione della musca e del suono un esempio è come dal telegrafo si sia passati al telefono e al cellulare.
ecdl
i miei consigli per il vostro E.C.D.L. sono:
http://www.govannigaliano.it/test.htmi (TESTO MODULO 2)
http://www.youtube.com/watch?v=H-YpiyISqqY (VIDEO MODULO 2)
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http://www.youtube.com/watch?v=H-YpiyISqqY (VIDEO MODULO 2)
http://www.youtube.com/watch?v=6g2SBq3vWtc (VIDEO MODULO 6 )
http://www.giovannigaliano.it/ecdlmodulo1teoria/ (TESTO MODULO 1)
http://www.giovannigaliano.it/ecdlmodulo2pratica/ (TESTO MODULO 2)
http://www.giovannigaliano.it/ecdlmodulo4foglioelettronico/ (TESTO MODULO 4)
http://www.youtube.com/watch?v=Kgop6xafJpU (VIDEO EXCEL)
video accres …/60
http://www.youtube.com/watch?v=pTrtohhxr2A (VIDEO ACCRES 1)
http://www.youtube.com/watch?v=htvn31qGM8k (VIDEO ACCRES 2)
http://www.youtube.com/watch?v=0WYwgPn3gwc (VIDEO ACCRES 3)
http://www.youtube.com/watch?v=ZGO3sCLSxII (VIDEO ACCRES 4)
http://www.youtube.com/watch?v=68VvV8DJKdg&NR=1 (VIDEO ACCRES 5)
28/02/12
le foreste nelle Marche
| I boschi delle Marche |
In linea con l’assetto nazionale la distribuzione delle aree boscate è concentrata prevalentemente nelle aree interne alto-collinari e montane. Entro i limiti amministrativi delle Comunità Montane, su una superficie di ha 604.785, che rappresentano il 62,4 del territorio regionale, ricade il 93% dei boschi marchigiani con un coefficiente di boscosità che in quest’area sale così al 40%. Le colline litoranee fuori Comunità Montana, con una superficie territoriale pari al 37,6% di quella totale, comprendono il restante 7% dei boschi regionali; in questi ambiti, dove prevale nettamente l’attività agricola, il coefficiente di boscosità scende al 4,6%. Tra le quattro Province quella più boscata risulta essere Pesaro-Urbino con un indice del 32%; Ancona, che comprende un’estesa superficie collinare coltivata, si posiziona all’ultimo posto con il 15%, mentre le due Province più meridionali si collocano in una posizione intermedia, prossime alla media regionale, entrambe su valori intorno al 26%. I complessi forestali delle Marche sono stati suddivisi a livello gerarchico più elevato in 11 Categorie forestali, 46 Tipi forestali ulteriormente differenziati in sottotipi e varianti. Per una descrizione più dettagliata di tali aspetti si rimanda al lavoro originale (IPLA, 2000). |
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